La Cucina Vegana

Quando si parla di cucina vegana tutti storcono il naso, ovviamente chi non ha intrapreso questa scelta e chi non condivide a pieno le motivazioni che inducono una persona a decidere di non alimentarsi più con cibi di provenienza animale.

Sì, perché una persona che intraprende un’alimentazione vegana decide di non cibarsi più di carne, pesce, uova, formaggi e tutti i derivati di origine animale. Ecco perché bisogna anche stare attenti ai prodotti che si comprano, in molti si nascondono strutto (grasso del maiale) , caseiana (proteina del latte animale) coloranti di origine animale, etc. Ovviamente un vegano sceglie non solo di non mangiare più questi alimenti ma anche di non partecipare all’uccisione degli animali per fini diversi come: pellicce, scarpe in pelle, cinture in pelle, piuma d’oca nei giacchetti e nei piumoni, etc.

Ma torniamo all’alimentazione, cosa spinge o per meglio dire, quali sono le motivazioni che inducono una persona a compiere questa scelta?

Iniziamo con il dire che di motivazioni ce ne sono diverse, la principale motivazione è quella etica. Una persona vegana non concepisce l’idea e la motivazione che induce una persona a cibarsi di sofferenza e morte, perché mai dovremmo mangiare un cibo indotto dalla sofferenza di un animale che ha vissuto per tutti gli anni di vita in un allevamento intensivo, senza potersi muovere e portato solo a mangiare per ingrassare e poi essere ucciso?

Perché mangiare formaggi e bere latte quando quel latte è destinato alla crescita di un agnello, una capra o un vitello? Siamo gli unici esseri sulla terra che dopo lo svezzamento continuano a mangiare latte sotto ogni forma quando invece non dovremmo mangiarlo, in quanto quest’ultimo è altamente proteico e acido, quello animale, e serve appunto per far crescere un animale e non una persona. Quando si raggiunge la maturità non si necessita più di latte, nemmeno gli animali ne bevono più, allora perché noi umani continuiamo a farlo comportando problematiche ben note al nostro organismo dovute proprio a questo consumo, eccessivo in alcuni di casi, di questi prodotti? Le motivazioni più generiche sono quelle che portano un individuo a mangiare per golosità e per piacere, non badando alla propria salute e ai problemi che ne verranno.

Altra motivazione vegana è quella appunto salutare. Sappiamo tutti che il consumo di carne e di prodotti animali comportano problematiche ben note al nostro organismo quali: tumore, diabete, ipertensione, colesterolo alto, infarto, etc e sappiamo inoltre che la carne che troviamo nei supermercati, e non è detto che anche quella dei macellai non sia la stessa, proviene da allevamenti intensivi dove gli animali sono costretti a vivere in stalle strettissime, addossati, dove non possono uscire e pascolare, dove incontrano e contraggono molte volte delle malattie e vengono per questo macellati e portati poi sulle nostre tavole. E’ difficile trovare una carne, come ripetiamo nei supermarket dove tutti facciamo la spesa per praticità, che non provenga da questi allevamenti. Ma ciò che sta a cuore ad una persona vegana, con una sensibilità molto accentuata, è anche il fatto che non è giusto far vivere una creatura rinchiusa in una stalla togliendole la libertà di pascolare beata in un bel prato a brucare l’erba. Perché l’uomo deve sottomettere e togliere la libertà ad un altro essere vivente? Se si facesse lo stesso a lui?

Altro motivo legato a quello salutare riguarda il nostro apparato digerente. L’apparato digerente umano non è predisposto al consumo ed assimilazione di carne, non possediamo inoltre canini accentuati come i felini ed altri predatori per strappare la carne, inoltre la digestione della carne per una persona umana richiede un tempo notevole, tante ore, per essere digerita, tale digestione porta il nostro corpo ad uno stress e lavoro molto intenso. Non siamo inoltre dei cacciatori, con questo non si intende l’uso di armi per cacciare, che corrono dietro la preda e l’azzannano con i propri denti per ucciderla. Si sfruttano gli animali per tutti i fini possibili e quando sono ormai improduttivi vengono destinati al macello e alla morte per essere confezionati e portati sulle nostre tavole. Inoltre, e questo forse molti non lo sanno, quando la carne (qualsiasi carne) viene macellata ed affettata deve essere immediatamente consumata altrimenti il non consumo veloce comporta la nascita e proliferazione di batteri sulla stessa e la putrefazione dopo pochi giorni.

Per non parlare poi dell’ambiente e della fame nel mondo. Noi occidentali sprechiamo tanto e tanto cibo, quanto ne finisce nella pattumiera per motivi disparati? E quanti bambini, donne e uomini muoiono di fame? E’ giusto tutto questo? La fame nel mondo è poi ben collegata con il consumo di carne, perché un solo chilo di carne equivale a 35 mq di foresta, a quasi 16.000 litri di acqua consumata per abbeverare l’animale, a 15 kg di cereali per sfamarlo e a 36 chili di anidride carbonica, perché le feci degli animali inquinano davvero moltissimo. Quei  16 mila litri di acqua e 15 kg di cereali potrebbero invece essere destinati a sfamare le persone che non hanno da mangiare e da bere, portando invece gli animali a mangiare per i prati dove possono pascolare e brucare erba in libertà.

Altra motivazione, meno sentita però dagli occidentali che si avvicinano a questa scelta, è quella religiosa. Per alcuni popoli, in nome della loro religione e del loro Dio, gli animali sono sacri e non devono essere uccisi per fini alimentari. Forse dovremmo prendere esempio, considerando sacri anche noi tutti gli esseri viventi che popolano il pianeta, senza sempre sentirci invece Padroni del mondo e della libertà di ogni essere vivente.

Ogni creatura che popola il Pianeta merita di vivere, sapevate che l’assenza di api e di insetti porterebbe alla scomparsa del genere umano? Eppure a causa di coltivazioni che utilizzano pesticidi e veleni per proteggere ogni pianta, tante e tante api muoiono! Perché mai le api sono così importanti? Le api infatti non solo producono il miele, che molti consumano traendone beneficio, ma svolgono un’importante lavoro quello dell’impollinazione appunto, difatti impollinano ben il 90% delle piante che noi coltiviamo.

L’attività di impollinazione quindi è essenziale per la produzione dei frutti e dei semi che noi mangiamo, ma anche per la crescita delle piante e quindi per tutta la catena alimentare.  Sono inoltre un insetto molto sensibile alla degradazione ambientale, la loro presenza in alcuni luoghi ne conferma il livello di salute e di impatto ambientale. Se un luogo è carico di inquinamento, smog e veleno le api purtroppo dopo essersi ammalate… Muoiono.

Dovremmo quindi porci delle domande e darci delle risposte! Non possiamo fregarcene voltando lo sguardo dall’altra parte, quale futuro daremo ai nostri figli se continuiamo ad inquinare il nostro Pianeta? Come vivremmo fra qualche anno se l’inquinamento aumenterà e con esso l’effetto serra? Siamo gli unici responsabili del degrado ambientale e del degrado della nostra salute. Se davvero teniamo a noi stessi e ai nostri figli cominciamo ad agire, anche piccole azioni, piccoli gesti fanno la differenza… Piano piano si raggiungeranno grandi mete, basta solo iniziare!

Ognuno è libero di compiere le proprie scelte di vita, basta prendersi tutte le responsabilità delle proprie azioni che non gravano solo sull’individuo stesso ma anche su tutti gli altri.

Buona Vita a tutti! 🙂

 

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